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Riflessioni di fine anno

Situazione attuale in Ucraina
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L’iniziativa di pace, iniziata da Trump, sembra avere ben poche possibilità di successo. Putin, che sta vincendo sul campo e con l’economia Russa che ancora regge, non ha nessuna intenzione di cedere sui suoi 3 obiettivi principali:

  • Ucraina fuori dalla NATO, neutrale, con capacità militare ridotta. Zelensky e l’Europa non sembrano d’accordo.
  • L’intero Donbass parte della Federazione Russa, inclusi i territori non ancora conquistati. Qui il disaccordo con Zelenski e l’Europa è totale.
  • “De-nazificazione” che vuol dire fuori Zelenski ed un nuovo governo neutrale e non anti-russo. Questo sembra l’unico argomento dove Putin potrebbe negoziare,

Prospettive della guerra nel 2026
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Se, come probabile, la trattativa di pace fallisce, continua la guerra e, in questo caso, gli scenari possibili sono più di uno:

  • La Russia continua la guerra “di attrito” avanzando lentamente, ma costantemente e continuando a distruggere la capacità militare, industriale ed energetica dell’Ucraina. Con l’Ucraina che non crolla, a causa del sostegno europeo, la guerra potrebbe continuare fino a tutto il 2026 prima che i Russi raggiungano tutti gli obiettivi con, probabilmente, anche la regione di Odessa che al momento non reclama.
  • Gli Ucraini e gli Europei continuano disperatamente a provocare la Russia, con attentati in Russia ed attacchi a navi russe in acque internazionali sperando che una dura reazione di Putin riporti gli Stati Uniti dentro la guerra con la speranza di rovesciarne le sorti. La freddezza dimostrata da Putin rende improbabile un successo di questa strategia.
  • Putin potrebbe cedere ad una certa pressione all’interno della Russia e potrebbe dare spazio a quella componente del suo entourage che da tempo preme per una reazione più dura, ossia un deciso attacco missilistico alla leadership politica e militare ucraina fino a decapitarla; colpendo quindi i palazzi del potere finora risparmiati (presidenza della Repubblica, parlamento ecc.) e puntando a Zelenski e ad i suoi generali con lo scopo di eliminarli. È probabile che Putin, fin quando rimane sul tavolo la soluzione negoziale sponsorizzata dagli americani, non voglia correre il rischio di ritrovarsi gli americani di nuovo contro, ma se i tentativi di pace falliscono e nell’amministrazione americana tornassero a prevalere i falchi ed a piegare da quella parte l’oscillante Trump, questa è un’ipotesi che non può essere scartata. In questo caso la guerra con l’Ucraina terminerebbe più rapidamente, ma il rischio di escalation con gli europei potrebbe sfociare in un scontro armato con Paesi NATO e con rischi incalcolabili per il mondo intero.

L’Europa
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L’Europa era già in declino da qualche decennio, la rinuncia, dovuta alle sanzioni, all’energia russa a basso costo e la sua sostituzione con energia di provenienza americana, a costo triplo, hanno dato un colpo notevole all’industria tedesca e, di conseguenza, all’intera filiera industriale europea. La Volkswagen, per la prima volta nella sua storia, ha deciso di chiudere fabbriche in Germania e, contemporaneamente insieme ad altre case automobilistiche, continua a spostare produzioni in Cina ed in altri Paesi dove il costo dell’energia rimane basso e continua ad essere fornita da Mosca.

Le sanzioni hanno pure tagliato una parte consistente di export europeo di qualità verso la Russia, aggravando la crisi industriale. Nel bel mezzo della crisi, la scelta di dedicare ampie risorse ad un riarmo assolutamente inutile ed inefficace insieme a enormi risorse destinate alla corrotta Ucraina, contribuiscono a smantellare lo stato sociale ed alimentare scontento e disillusione nella popolazione.

I socialisti e le forze di sinistra, tradiscono la loro storia con il pieno allineamento alle politiche guerrafondaie e di taglio delle spese sociali, e lasciano campo libero alle destre più estreme che cavalcano la sacrosanta indignazione popolare per l’enorme spreco di risorse pubbliche da destinare ad una guerra persa e l’opposizione al riarmo ed alla guerra. È paradossale che proprio le destre di ispirazione fascista e neo-nazista si ritrovino a cavalcare tempi popolari su pace e disarmo che erano stati temi che avevano costituito l’identità stessa della sinistra europea.

Probabilmente nulla di drammatico esploderà in Europa nel 2026, ma il suo lento declino continuerà inesorabilmente. Gli apparenti scontri con gli Stati Uniti non sono scontri tra potenze amiche, ma scontri tra padrone e servo, con la certezza, condivisa da entrambi, che il servo potrà anche lamentarsi ma rimarrà orgogliosamente servo senza nessuna lontana velleità di volersi liberare dal padrone.

Gli Stati Uniti
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La “democrazia” americana è da tempo, forse da sempre, in mano agli “oligarchi” di quel Paese, rappresentati oggi dalle enormi e potentissime società di tecnologia e dal potente complesso militare industriale. Questi interessi, insieme a tante altre potenti lobby, compresa la potentissima lobby ebraica, di fatto decidono la politica americana che persegue, non tanto gli interessi dei comuni americani, quanto l’interesse di questi potentati.

Da questo punto di vista continuerà l’offensiva affinché tali potentati abbiano campo libero, in Europa ed altrove, senza nessuna regolamentazione o tassazione che possa comprometterne gli utili e la prodigiosa capacità, attraverso i social, di condizionare pesantemente l’opinione pubblica. Questi potentati non hanno più bisogno di ammantarsi di scuse oramai screditate, come “esportare la democrazia”, per perseguire i propri fini ovunque nel mondo, ma sono pronti a riconoscere che alcune potenze esterne, come Russia o Cina, non possono essere distrutte e che è più funzionale ai loro interessi evitare lo scontro diretto e perseguire una sorta di coesistenza pacifica.

Il resto del mondo
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I cinesi, sin dalla prima presidenza Trump, avevano capito di essere nel mirino e hanno brillantemente attuato il piano di progressiva indipendenza economica dall’Occidente, per questo motivo i rapporti con la Russia e, più in generale, con il “Sud” del mondo non possono essere scalfiti, ma, anzi, tenderanno a rafforzarsi proprio perché rappresentano una possibilità di indipendenza dal dominio e dai ricatti economici dell’Occidente.

Per i Russi è sostanzialmente la stessa cosa, sarebbero felici di poter tornare ad avere rapporti economici di mutua soddisfazione con l’Occidente, ma ritengono che coltivare i rapporti con i Cinesi ed il “Sud” del mondo sia essenziale per sopravvivere alle sanzioni ed ai ricatti economici dell’Occidente.

Valerio Di Giampietro
Autore
Valerio Di Giampietro
Sono un Ingegnere che si occupa di tecnologie dell`informazione con passione, mi piace l’Open Source ed in politica mi impegno per una maggiore Giustizia Sociale