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Fake news per convincerci alla guerra

Non vedo ancora pericoli di guerra mondiale, ma vedo la solita ostinata, prepotente, menzognera volontà delle elite economico-finanziare europee e americane a costringere, con le buone o con le notizie false, l’opinione pubblica in Europa ad accettare il costo del riarmo, assieme al taglio del proprio benessere e dei servizi sociali e ad accettare il coinvolgimento diretto nella guerra con la Russia attraverso l’invio di truppe come vogliono fare Macron, Merz e Starmer.

Il premier polacco Tusk, invocando l’articolo 4 della NATO, praticamente sostiene una falsità enorme, ossia di essere stato attaccato dalla Russia. Da quanto dichiara, alcuni droni avrebbero violato 19 volte lo spazio aereo polacco. Nessuna persona sana di mente equipara la eventuale violazione del proprio spazio aereo con un attacco militare, tanto più che le autorità militari russe hanno dichiarato che i bielorussi avevano provveduto ad avvertire i polacchi che alcuni droni, tra quelli usati sia dai russi che dagli ucraini, avevano perso la rotta come risultato della guerra elettronica che, attraverso opportune interferenze, punta a disorientare i droni. E sarebbe questo, secondo i russi, ad aver permesso ai polacchi di individuare rapidamente i droni e di abbatterli.

Ovviamente sappiamo bene che le fonti militari russe non sono credibili a prescindere. Ma se analizziamo la situazione e la plausibilità di quello che ci viene riportato possiamo giungere a ragionevoli conclusioni con una buona approssimazione:

  • i governi europei più guerrafondai: il Regno Unito di Starmer, la Germania di Merz, e la Francia di Macron sono oramai completamente privi di supporto popolare e, nei propri paesi, è sempre più forte l’opposizione alla loro politica di austerità e alle spese militari e c’è totale contrarietà ad un intervento militare in Ucraina;
  • in tutta Europa c’è una forte opposizione popolare verso i tagli alle spese sociali, necessari per incrementare le spese militari;
  • La volontà delle élite economico-finanziarie, espressa chiaramente dalla leadership europea (come Von Der Leyen, Kaja Kallas o Rutte) e da molti governi, è quella di ignorare l’opinione pubblica; sanno però di non poter cancellare le elezioni e sanno anche che le fake news dei media tradizionali non sono più sufficienti a convincere la popolazione. C’è da aspettarsi che faranno cose incredibili per trascinarci nel supportare riarmo, tagli sociali, e guerra contro la Russia a fianco dell’Ucraina (ovviamente non guerra diretta, che sarebbe nucleare e non si salverebbero neanche le elites, ma intervento in Ucraina con mezzi e soldati europei);
  • La Russia sta continuando ad avanzare, lentamente ma inesorabilmente, ha praticamente distrutto le capacità contraeree di Ucraina/NATO e riesce a bombardare qualunque obiettivo;
  • La Russia, quindi, non ha nessun interesse a provocare incidenti che possano innescare un’ulteriore reazione occidentale.

Io personalmente non ho dubbi che l’incidente in Polonia sia andato come dichiarato dai russi, anzi sospetto che le azioni di guerra elettronica, portate avanti da forze NATO, le uniche dotate di tecnologia avanzata, possano aver avuto come obiettivo proprio la deviazione di droni russi verso la Polonia con lo scopo di creare l’incidente ai fini di preparare il terreno all’invio di truppe europee in Ucraina.

Mi aspetto anche altri incidenti, persino più terribili, di quelli appena capitati. In fondo l’Occidente non è affatto nuovo a questo tipo di manovre, basti pensare che la base (il)legale dell’invasione dell’Iraq fu data dalle prove false, preparate dagli americani, sulle inesistenti armi di distruzione di massa di Saddam Hussein.

Quello che mi rattrista è il vedere che non c’è nessuna forza politica a sinistra capace di ragionare e di non accettare passivamente tutto quello che proviene dalle inaffidabili e menzognere fonti NATO.

Valerio Di Giampietro
Autore
Valerio Di Giampietro
Sono un Ingegnere che si occupa di tecnologie dell`informazione con passione, mi piace l’Open Source ed in politica mi impegno per una maggiore Giustizia Sociale